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Circolare della FINMA sui rischi finanziari legati alla natura: le banche svizzere devono agire subito | Blog di Resilience Guard
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Circolare della FINMA sui rischi finanziari legati alla natura: le banche svizzere devono agire subito

Le aspettative dell'autorità di vigilanza svizzera in merito al rischio finanziario legato alla natura, nonché le attività di governance, di definizione degli scenari e di divulgazione avviate dalla circolare.

Circolare della FINMA sui rischi finanziari legati alla natura: le banche svizzere devono agire subito
Pubblicato il 18 agosto 2025 · Resilience Guard GmbH · Regolamento
Nel mondo finanziario odierno, dove l'incertezza è l'unica costante, le autorità di regolamentazione e i leader del settore stanno ampliando la definizione di rischio finanziario. Uno degli sviluppi più innovativi del 2025 è arrivato dall'Autorità svizzera di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA), con la pubblicazione della sua circolare sui "Rischi finanziari legati alla natura". A prima vista, potrebbe sembrare una questione di nicchia o un ulteriore adempimento in un registro dei rischi già sovraccarico. Ma a un'analisi più attenta, il messaggio è chiaro: la stabilità dei sistemi finanziari è ora riconosciuta come strettamente interconnessa con la salute dei nostri ecosistemi naturali. Non si tratta solo di una questione ambientale. È una questione finanziaria. Ed è giunto il momento che le banche svizzere, le compagnie assicurative e tutti gli operatori finanziari prestino la massima attenzione. Il mondo naturale come fonte di rischio finanziarioTradizionalmente, le discussioni sulla perdita di biodiversità, la deforestazione o la scarsità d'acqua sono state appannaggio di ambientalisti, ONG e climatologi. Ma non è più così. Sempre più spesso, sono i direttori finanziari (CFO), i responsabili della gestione del rischio (CRO) e i membri del consiglio di amministrazione degli istituti finanziari a essere sollecitati a tenere conto di questi fattori nelle loro decisioni. La circolare della FINMA rappresenta uno dei primi passi normativi concreti in Europa per riconoscere formalmente le implicazioni finanziarie dei rischi legati alla natura. Riflette un cambiamento di mentalità a livello globale – in linea con iniziative come la Task Force on Nature-related Financial Disclosures (TNFD) – verso una comprensione più integrata di come il degrado del capitale naturale possa influenzare direttamente e materialmente il settore finanziario. Analizziamo la questione nel dettaglio:
  • Dipendenza: Molte imprese e settori economici dipendono profondamente dalla natura. L'agricoltura si basa su terreni sani e impollinatori. Il turismo spesso dipende da paesaggi naturali e biodiversità. L'industria manifatturiera dipende da materie prime provenienti dalla natura. Quando gli ecosistemi si degradano, queste dipendenze si trasformano in vulnerabilità.
  • Impatto: Le aziende stesse possono contribuire al degrado ambientale, direttamente o indirettamente attraverso le proprie catene di approvvigionamento. Ciò può avere ripercussioni negative sotto forma di danni alla reputazione, sanzioni normative, responsabilità legali o, in casi estremi, persino la chiusura delle attività. E quando clienti o controparti subiscono le conseguenze, lo stesso accade ai loro finanziatori e assicuratori.
Ciò che la FINMA ha fatto è stato alzare il livello di serietà con cui questi legami devono essere trattati, richiedendo esplicitamente agli istituti finanziari di identificare, valutare, gestire e divulgare la propria esposizione a tali rischi. Cosa contiene la circolare della FINMA?La circolare stessa definisce una serie di aspettative per gli enti vigilati. Non è eccessivamente prescrittiva, ma è ferma nelle sue intenzioni. Ecco i punti salienti: 1. Ampia definizione dei rischi legati alla naturaFINMA adotta un approccio olistico. I rischi finanziari legati alla natura sono definiti come quelli derivanti dal deterioramento degli ecosistemi e dei servizi che essi forniscono. Ciò include:
  • Rischi fisici: come l'erosione del suolo, la scarsità d'acqua e il collasso della biodiversità.
  • Rischi di transizione: come cambiamenti politici, mutamenti nelle preferenze dei consumatori, nuove normative, contenziosi legati a danni ambientali o innovazioni dirompenti che influenzano il valore delle risorse dipendenti dalla natura.
2. Integrazione nelle categorie di rischio principaliNon si chiede alle istituzioni di reinventare la ruota, bensì di integrare considerazioni legate alla natura nei quadri di gestione del rischio esistenti:
  • Rischio strategico: in che modo i fattori legati alla natura influenzano i modelli di business e le strategie a lungo termine.
  • Rischio di credito: valutazione dell'esposizione verso clienti operanti in settori vulnerabili (ad esempio, agroalimentare, silvicoltura, industria mineraria).
  • Rischio di mercato: comprendere in che modo il valore degli strumenti finanziari potrebbe essere influenzato dal degrado ambientale o da cambiamenti normativi.
  • Rischio operativo: Valutazione delle interruzioni della catena di approvvigionamento o delle vulnerabilità infrastrutturali causate dal degrado dell'ecosistema.
  • Rischio reputazionale: riconoscere che i consumatori e gli investitori si aspettano sempre più che le aziende gestiscano il proprio impatto ambientale.
3. Governance e strategiaI consigli di amministrazione e l'alta dirigenza sono esplicitamente chiamati a garantire che questi rischi siano compresi ai massimi livelli. Le considerazioni relative alla natura devono essere integrate nella strategia aziendale e nelle discussioni sulla propensione al rischio, e non relegate ai dipartimenti ESG o trattate come questioni marginali. 4. Aspettative in materia di divulgazioneLa trasparenza non è un'opzione. Le istituzioni sono tenute a divulgare la propria esposizione ai rischi legati alla natura, le modalità di gestione di tali rischi e i quadri di riferimento (come la TNFD) a cui aderiscono. Non si tratta solo di conformità normativa, ma anche di mantenere la credibilità presso investitori, clienti e pubblico. 5. Principio di proporzionalitàNon ci si aspetta che tutte le istituzioni reagiscano allo stesso modo. La FINMA riconosce che le imprese più piccole o quelle con un'esposizione limitata possono applicare i principi della circolare in modo proporzionato. Ma l'aspettativa è chiara: nessuna istituzione è esente.

Oltre la conformità: un imperativo strategicoA prima vista, potrebbe sembrare solo un altro requisito normativo. Ma è molto di più. Per le istituzioni lungimiranti, la circolare della FINMA dovrebbe essere vista come un'opportunità strategica. Perché?Perché i rischi finanziari legati alla natura non sono un problema teorico per il futuro: sono già una realtà. Dalla crescente frequenza di inondazioni, siccità e incendi boschivi, alle interruzioni dei raccolti agricoli e alla disponibilità di risorse naturali, le conseguenze finanziarie del degrado ambientale non sono più un concetto astratto. Che cosa significa questo per le istituzioni?• Potenziare le capacità di analisi e gestione dei dati I rischi legati alla natura possono essere difficili da quantificare, soprattutto perché molti impatti sono non lineari o cumulativi. Le istituzioni dovranno investire in nuovi strumenti, fonti di dati e metodologie. Ciò include l'analisi geospaziale, la mappatura della catena di approvvigionamento e gli strumenti di valutazione della biodiversità, molti dei quali sono ancora in fase di sviluppo. • Sviluppare le competenze interne I nuovi dati da soli non bastano. I responsabili della gestione del rischio, gli analisti del credito e i team di investimento necessitano di formazione per interpretare questi nuovi dati e tradurli in azioni concrete. La formazione e l'aggiornamento delle competenze interne saranno fondamentali. • Coinvolgere clienti e partner Le istituzioni finanziarie non dovrebbero valutare solo la propria esposizione, ma anche quella dei propri clienti. Un coinvolgimento proattivo, che aiuti i clienti a passare a pratiche più sostenibili e rispettose dell'ambiente, può sia ridurre il rischio sia creare nuove opportunità di business. • Adeguare le politiche di investimento e di prestito Le strategie di portafoglio potrebbero dover essere riviste. Alcuni settori potrebbero comportare rischi legati alla natura superiori a quanto precedentemente stimato. Le istituzioni dovranno valutare l'integrazione di criteri di esclusione, screening positivi o limiti settoriali basati sull'impatto e sulla dipendenza dalla natura. • Prepararsi ai futuri regimi di informativa L'allineamento normativo sta già procedendo a ritmo sostenuto, soprattutto in Europa. Anticipare fin da ora le aspettative in materia di informativa, adottando le migliori prassi e i quadri normativi volontari come il TNFD, può ridurre i costi di conformità futuri e segnalare al mercato la propria leadership. Perché questo è importante, ora più che maiLa perdita di biodiversità sta accelerando a livello globale. Secondo la Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES), circa un milione di specie rischiano l'estinzione, molte entro pochi decenni. Oltre la metà del PIL mondiale – circa 44 trilioni di dollari – dipende in misura moderata o elevata dalla natura e dai suoi servizi. In questo contesto, la mossa della FINMA non è radicale. È razionale.Integrando oggi i rischi legati alla natura nei processi di gestione del rischio, le istituzioni finanziarie non solo proteggono se stesse, ma contribuiscono anche a una più ampia resilienza economica. E così facendo, contribuiscono a stabilizzare i sistemi stessi che sono alla base della loro sostenibilità a lungo termine. Come Resilience Guard può essere d'aiutoNoi di Resilience Guard comprendiamo che orientarsi in questo nuovo scenario può essere scoraggiante. La nostra missione è aiutare le organizzazioni, grandi o piccole, tradizionali o native digitali, a integrare la resilienza nel cuore delle loro attività. Questo ora include anche aiutarle a comprendere e gestire i rischi finanziari legati alla natura. Ecco come possiamo supportarle:
  • Identificazione e quantificazione del rischio: utilizzando strumenti sia tradizionali che avanzati, aiutiamo le istituzioni a valutare dove si annidano i rischi legati alla natura all'interno dei loro portafogli.
  • Formazione e sviluppo delle competenze: Offriamo programmi di formazione personalizzati per team che operano nei settori del rischio, della conformità, dell'ESG e degli investimenti.
  • Sviluppo di politiche e quadri normativi: Forniamo assistenza nell'aggiornamento delle politiche di gestione del rischio, delle strutture di governance e dei protocolli di divulgazione per adeguarli ai nuovi requisiti.
  • Strategie di coinvolgimento dei clienti: vi aiutiamo a sviluppare strategie per interagire con i clienti esposti a rischi legati alla natura, che si tratti di agricoltura, turismo, industria manifatturiera o energia.
  • Abilitazione tecnologica: Forniamo consulenza e supporto nell'implementazione di strumenti per l'analisi dei dati, la reportistica e la modellazione di scenari, in linea con la TNFD e altri framework internazionali.
La nostra vasta esperienza nella gestione del rischio, nella consulenza ESG e nei servizi di consulenza basati sulla ricerca ci pone in una posizione unica per colmare il divario tra i requisiti normativi e la loro implementazione pratica. Considerazioni finali: trasformare il rischio in opportunitàMentre il settore finanziario si adatta a questa nuova realtà, si presenta l'opportunità non solo di conformarsi, ma di assumere un ruolo guida. Chi adotterà tempestivamente e con convinzione l'iniziativa di FINMA per l'economia circolare non solo ridurrà i rischi delle proprie operazioni, ma si posizionerà all'avanguardia di un sistema finanziario più sostenibile e responsabile. Questa è un'occasione per dimostrare leadership, non solo in termini finanziari, ma anche nel plasmare il futuro stesso della finanza. Le istituzioni che agiranno ora saranno meglio preparate, più agili e più affidabili agli occhi delle autorità di regolamentazione, degli investitori e del pubblico. Il percorso verso un futuro resiliente passa attraverso la natura. Percorriamolo con determinazione.

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